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Mentre per lungo tempo il
Mezzogiorno continentale ha contato su di una
sola sede universitaria (Napoli), la Sicilia ha
tre università storiche, di cui due più antiche
(Catania e Messina) e l'altra risalente allo
spirare del sec. XVIII (Palermo). L'area di
attrazione dell’università di Palermo
corrisponde alle province di Palermo, Trapani,
Agrigento e Caltanissetta, dove pero l’influenza
dell'ateneo catanese già si avverte; quest'ultimo
attira studenti dalle province di Catania,
Siracusa, Ragusa ed Enna, mentre l'università di
Messina influisce sulla sua provincia e sulla
Calabria meridionale. In Sicilia si pubblicavano
nel 1986 161 periodici, di cui 5 quotidiani.
L'area di diffusione dei quotidiani palermitani,
«L'Ora» e il «Giornale di Sicilia», e la Sicilia
centroccidentale, con una più capillare
distribuzione a favore del secondo. La Sicilia
sudorientale e l'Ennese sono appannaggio della
catanese «La Sicilia», peraltro ormai diffusa
ovunque nell'isola, mentre il quotidiano di
Messina («La Gazzetta del Sud») è diffuso nella
provincia omonima e in provincia di Reggio
Calabria. Notevole diffusione hanno i maggiori
quotidiani a distribuzione nazionale. Le
principali biblioteche pubbliche hanno sede a
Palermo (Nazionale), Catania e Messina
(universitarie); altre notevoli, ma a prevalente
patrimonio storico, sono alcune comunali
(Palermo, Messina) o legate ad antiche Accademie
culturali (p. es. Acireale); importante anche la Fardelliana di Trapani. La produzione di libri
è scarsa ma in ascesa; le tre più grandi città
raggruppano il maggior numero di editori, che
però hanno quasi sempre dimensioni locali. Gli
abbonamenti radiotelevisivi erano nel 1986 188
per 1000 ab. (Italia 255). Esistevano nel 1980
32 emittenti televisive private, di cui 9 a
Palermo, 6 ciascuna a Messina e Catania, 4 a
Trapani e altre in aree urbane minori ma vitali
(Marsala, Ragusa, Siracusa, ecc), oltre a più di
un centinaio di emittenti radiofoniche. Nel
complesso, si notano diffuse aree di
sottosviluppo culturale, soprattutto nelle
subregioni interne, mentre le strutture sociali
risultano alquanto insufficienti. La struttura
politico-elettorale della Sicilia
segue per
taluni versi quella del Mezzogiorno peninsulare,
ma con qualche maggior propensione per le forze
di centro e di destra, anche nelle grandi città.
Aree peculiari sono la cuspide peloritana e in
qualche misura il Catanese, roccaforti del MSI
(s'intende in proporzione alla media nazionale)
al pari della contigua Calabria meridionale. La
Sicilia occidentale e qualche comune in
particolare vantano un tradizionale elettorato
repubblicano; nel complesso, la DC consegue
medie superiori a quelle nazionali, e una buona
tenuta dimostra il PSI, mentre il PCI conta su
di un elettorato ridotto rispetto alla media
italiana, pur con varie differenziazioni subregionali. |