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Nella classifica per regioni
del movimento turistico, la Sicilia si colloca
al nono posto per le presenze negli esercizi
alberghieri e soltanto al diciottesimo per le
presenze negli esercizi extralberghieri
(rispettivamente 7.998.298 e 1.510.693 nel
1987). Ciò significa che la ricettività dei
campeggi, dei villaggi turistici e delle case in
affitto è ancora piuttosto contenuta, mentre è
discreta quella degli alberghi, anche se
limitatamente alle principali città e alle
località balneari più rinomate (Taormina,
Mondello, San Vito lo Capo), ai centri abitati
delle Eolie e, in misura minore, delle Egadi, di
Pantelleria e delle Pelagie. Nell’insieme il
settore turistico è sottodimensionato rispetto
alla potenzialità delle risorse del mare, del
paesaggio e delle bellezze artistiche: il
turismo di elite ha una tradizione antica ma
riguarda poche persone, quello popolare non
trova strutture adeguate e la cosiddetta
«villeggiatura» è stata fino a tempi recenti
relativamente poco praticata, se si eccettuano
le isole Eolie e le pendici boscose dell’Etna,
dove case di pescatori e villini di montagna si
prestano alla vacanza stanziale. Difficilmente
chi si reca in Sicilia si accontenta di
stabilirsi in un'unica località, ma tende
piuttosto a percorrerla tutta o in parte. La
visita culturale e naturalistica della Sicilia
comprende innanzitutto gli itinerari
archeologici greci e romani, quindi le città
dove l'arte medievale normanna e l'arte barocca
hanno lasciato il loro segno, e insieme gli
scenari marini, ora aridi ora lussureggianti,
nei quali le opere d'arte delle varie civiltà
sono ambientate. Cultura popolare, artigianato,
gastronomia e spettacoli sono motivi di
ulteriore richiamo per i turisti, oltre un terzo
dei quali provenienti dall'estero. Lungo
l'itinerario archeologico essenziale, procedendo
da Messina verso occidente s'incontrano le
rovine di Tindari (basilica e teatro greco),
quindi, prima di arrivare a Palermo, quelle
ellenistico-romane di Solunto. Sulla strada tra
Palermo e Trapani, Segesta presenta in un
ambiente solitario il tempio dorico e il teatro
e, lungo la costa meridionale, si affacciano sul
mare i maestosi colonnati dei templi di
Selinunte. Ancora rovine a Eraclea Minoa, prima
dell'eccezionale complesso archeologico dei
templi di Agrigento. Visitate le fortificazioni
greche di Gela e oltrepassata Ragusa, si arriva
all’insediamento trogloditico della cava d'Ispica
e al parco archeologico della Forza. A Siracusa
il teatro greco, l'anfiteatro romano, le
latomie, le catacombe, i resti dei templi e il
museo archeologico costituiscono un insieme del
massimo interesse; i resti di Megara Hyblea e il
teatro greco di Taormina concludono
l'itinerario. Nella Sicilia interna i centri
archeologici principali sono la necropoli di
Pantalica nel tavolato degli Iblei e la villa
romana del Casale di Piazza Armerina, dagli
splendidi mosaici tardo-imperiali. I principali
monumenti del periodo normanno sono la
cattedrale di Cefalù, le chiese e i palazzi di
Palermo (cappella Palatina, convento della
Martorana, San Giovanni degli Eremiti, la
cattedrale), e il duomo di Monreale; rimangono
inoltre poderosi castelli come quelli di Paternò,
Adrano e Aci Castello e lo svevo castello Ursino
di Catania. L'architettura barocca ha lasciato
cospicue tracce nelle grandi città, Palermo e
soprattutto Catania, ha disseminato chiese in
varie località dell’isola (p. es. Marsala,
Modica, Acireale, Caltagirone) e costituisce la
cifra urbanistica unitaria della cittadina di
Noto, disposta scenograficamente a terrazze. La
quantità stessa delle opere d'arte e degli
edifici di inte¬resse storico non facilita il
mantenimento del precario stato di conservazione
dei monumenti e dei centri urbani, spesso
abbandonati al loro destino.nOltre agli
itinerari artistico-culturali, il viaggio in
Sicilia prevede altre tappe d'obbligo:
l'escursione all’Etna, il cui cratere si
raggiunge in funivia e con automezzi pubblici
attraverso colate laviche e tratti boscosi
(d'inverno si scia lungo le pendici più elevate
del vulcano); la gita alle isole Eolie (Lipari,
Vulcano, Salina, Panarea, Stromboli, Filicudi,
Alicudi) o almeno a una di esse; la visita
all'appartata cittadina di Erice, dall'aspetto
medievale; la sosta a Taormina, vivace e
mondana. Altri punti di richiamo sono, tra i
tanti, l'arrivo dei pescatori a Mazara del
Vallo, l'oasi faunistica mediterranea degli
stagni diVendicari presso Pachino, le zolfare
intorno a Enna e Caltanissetta. |