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La magia della
Sicilia nelle pagine dei siciliani |
La letteratura rappresenta
un'autentica isola felice per la fantasia e la
creatività, ma è anche il risultato della
fascinazione esercitata da lingua, storia e
cultura del luogo sugli scrittori dalla cui
penna scaturisce. I Parchi Letterari
rappresentano un sistema per conservare e
rivalutare il vasto patrimonio letterario della
Sicilia, terra di narratori e poeti. Aree
geografiche corrispondenti ad un autore e alle
sue opere da intendersi come percorso
d'esperienza umana e letteraria; spazio mentale
prima ancora che fisico. I Parchi Letterari
permettono la scoperta dei luoghi fonte
d'ispirazione per gli autori che hanno
raccontato la Sicilia.

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Parco Letterario Giovanni
Verga
La riviera dei Ciclopi, lungo cui si snoda il
Parco Letterario intitolato a Giovanni Verga
(1840-1922), è nota per le vicende mitologiche
tramandateci dai grandi poeti dell'antichità:
Omero e Virgilio. La leggenda vuole che i tre
faraglioni, situati lungo la costa di Acitrezza,
siano massi lanciati da Polifemo, contro la nave
di Ulisse che fuggiva. "L'Arcipelago dei
Ciclopi" in seguito è diventato scenario
suggestivo per il rito "U pisci a mari",
tradizione popolare legata ai festeggiamenti in
onore di S.Giovanni Battista, patrono di
Acitrezza, che si svolgono ogni anno il 24
giugno. La pantomima rappresenta l'antica arte
della cattura del pesce spada. Questa
messinscena rispecchia tutta la cultura di un
popolo indissolubilmente legato al mare. Uno
squarcio di vita quotidiana che ispirò il
"verismo" di Verga. Il percorso nella memoria
verghiana continua attraverso i luoghi suggeriti
dall'autore. Ne fa parte il castello normanno,
scenario suggestivo degli avvenimenti narrati
con la novella "Le storie del Castello di Trezza",
e prosegue per Acitrezza, dove si rivisitano i
luoghi del lento decadimento della famiglia
protagonista de "I Malavoglia": la casa del
nespolo, le viuzze, la piazza, la fontana, la
chiesa. Si ripercorrono anche i luoghi del
celebre film di Luchino Visconti "La terra
trema", girato con attori locali, i pescatori di
Trezza. Nonostante nei titoli di testa del film
non appaia alcun esplicito riferimento a Verga
ed a "I Malavoglia", l'opera cinematografica è
ispirata ai luoghi e ai personaggi del romanzo.

Parco Letterario Elio
Vittorini
Da marzo 2003 Elio Vittorini (1908-1966) è per
Siracusa qualcosa di più del grande scrittore al
quale ha dato i natali. Con la nascita del Parco
letterario intitolato allo scrittore profondo
conoscitore della letteratura statunitense
contemporanea, il suo nome è adesso sinonimo di
"ambasciatore" nel mondo della cultura di questa
provincia, intesa nel senso più ampio del
termine. Non solo quindi riferita ai semplici
scritti di Vittorini, ma a tutto quello che di
Siracusa e di questo pezzo della Sicilia
raccontano: dalle bellezze naturali e storiche,
alle tradizioni, ai personaggi. I luoghi
siracusani che fanno da sfondo alla vita e alle
opere di Vittorini sono tappe di un viaggio
sentimentale per fare una ideale "Conversazione
in Sicilia". L'isola di Ortigia con i tesori del
centro storico, la passeggiata al Ponte
Umbertino per arrivare alla scenografica Piazza
Duomo dalla forma ellittica: un grande occhio
sul cuore di Siracusa con al centro la splendida
cattedrale. Nell'intrecciarsi degli stili
architettonici traspare la storia millenaria di
Siracusa raccontata da Vittorini. Al Museo del
Cinema, nel palazzo nobiliare Corpaci, vengono
proiettati film ispirati ai suoi romanzi come
"Uomini e no" di Valentino Orsini del 1980 con
Flavio Bucci e Monica Guerritore.Tutto questo è
il Parco Letterario Elio Vittorini: un percorso
tracciato seguendo la vita e le opere
dell'autore, che diventa guida preziosa per il
turista alla scoperta di Siracusa e della sua
provincia. Un itinerario dove i luoghi come li
vedeva e li viveva il grande scrittore diventano
protagonisti di una sorta di racconto che
coinvolge tutti i sensi.

Parco Letterario Salvatore
Quasimodo
Il Parco Letterario Salvatore Quasimodo(1901-1968)
"La terra impareggiabile" nasce dall'idea di
Alessandro Quasimodo, unico erede vivente dello
scrittore, che ha inteso così riunire coloro che
hanno contributo a divulgare le opere del
celebre premio Nobel in Sicilia. La finalità, in
particolare, è quella di far rivivere la poesia
nei luoghi dove nacque l'ispirazione: Modica,
città natale di Quasimodo, Roccalumera, luogo
d'origine della sua famiglia, a cui sono
collegate nel filo di una memoria lirica
Messina, Tindari, le Eolie, Siracusa, l'Anapo
con Pantalica e Agrigento. L'atmosfera che si
respira nell'area del Parco riporta alle radici
dello scrittore, quelle di una Sicilia, definita
"terra impareggiabile" secondo il titolo di una
sua celebre raccolta; una sorta di perduto
paradiso mediterraneo avvolto nell'alone del
mito in cui risuonano ancora i versi degli
antichi lirici poeti greci di cui Quasimodo fu
insuperato traduttore. Il Parco ha sede a
Modica, nella casa museo intitolata a Quasimodo
arricchita dalla "Quasimodoteca" sita sulla
piazza principale della città: un percorso
scenograficamente articolato attraverso pannelli
che consentono una virtuale immersione nella
poesia. Nella "Quasimodoteca" è possibile
reperire attraverso sistemi multimediali, come
il sito www.quasimodo.it, tutte le opere di e su
Quasimodo. Ulteriore tappa per conoscere ed
apprezzare l'opera dell'autore è rappresentata
dall'altra struttura stabile sita nella Torre
Saracena di Roccalumera, presso Taormina.

Parco Letterario Leonardo
Sciascia
Il mondo minerario con le sue zolfatare e quello
contadino, fatto di masserie e borghi nel cuore
di una terra arida e assolata. La Sicilia della
mafia, dei problemi della giustizia e
dell'impegno civile. Questi aspetti della
cultura dell'isola rivivono nel Parco intitolato
a Leonardo Sciascia (1921-1989), indimenticato
autore de "Il giorno della civetta" e "A
ciascuno il suo". Simbolo e ideale crocevia del
Parco è Regalpetra, il paese "immaginario" che
fa da scenario agli avvenimenti de "Le
parrocchie di Regalpetra" , opera del 1956 che
contiene tutti i temi cari all'autore. Il Parco
Letterario è suddivisibile in vari itinerari a
cominciare da Racalmuto, il paese natale di
Sciascia, dove sono visibili i suoi luoghi
d'origine, per poi proseguire a Caltanissetta,
dove trascorse la sua giovinezza e visse
esperienze fondamentali per la formazione
letteraria e civile. Qui in particolare
l'atmosfera è dominata dalle zolfatare, tema
caro a Sciascia come dimostra il suo racconto
"La paga del sabato", incentrato sullo
sfruttamento dei minatori da parte di
un'industria ormai in declino. Altri itinerari
riguardano le feste popolari e religiose che si
svolgono durante l'anno nei comuni limitrofi
alla città natale dell'autore e i percorsi fatti
in treno quando era bambino. Luoghi magici per
fare un viaggio nella memoria alla scoperta del
fascino tipico di queste terre siciliane che
tanto influirono sull'anima dell'uomo siciliano
Sciascia.


Le Grotte di Fra Diego
Parco Letterario Luigi
Pirandello
"…sia l'urna cineraria portata in Sicilia e
murata in qualche rozza pietra nella campagna di
Girgenti, dove nacqui." Queste le ultime volontà
di Luigi Pirandello (1867-1936), che riposa oggi
vicino alla sua casa natale e a quello che lui
chiamava "mare africano". La casa, sita in
contrada Caos, nel territorio di Agrigento, oggi
è stata trasformata in museo e costituisce il
cuore pulsante del Parco intitolato all'illustre
autore, Nobel per la letteratura nel 1934. La
memoria e il Parco si estendono fino al molo di
Girgenti, oggi Porto Empedocle, dove il padre di
Pirandello, facoltoso commerciante di zolfo,
aveva i magazzini. Nel piccolo borgo marinaro lo
scrittore trascorse l'infanzia, non perdendo in
età matura l'occasione di ritornarci, per
osservare la vita seduto al tavolo di un caffè
della via principale del paese e popolare così
la sua mente di ricordi. Anche i dintorni, con
le miniere di zolfo e soprattutto la valle
dell'antica città di Akragas, ricca di storia,
influenzarono la vena creativa dell'autore di
opere celebri come "Il fu Mattia Pascal", "Sei
personaggi in cerca d'autore", "Uno, nessuno e
centomila". I luoghi del Parco testimoniano lo
stretto legame esistente tra Pirandello e
l'ambiente che lo circondava: i suoi personaggi,
infatti, rappresentano tipologie e comportamenti
di persone appartenenti al mondo popolare e
contadino siciliano. Quell'universo umano che
costituiva il contesto sociale da cui proveniva
e nel quale si era immerso volentieri dopo il
suo trasferimento a Roma.



Museo
Pirandello - Casa natale

Museo
Pirandello - Casa natale
Parco Letterario Giuseppe
Tomasi di Lampedusa
Il Parco Letterario intitolato a Giuseppe Tomasi
di Lampedusa (1896-1957) comprende un vasto
territorio della Sicilia occidentale che da
Palermo, dove lo scrittore nacque e scrisse Il
Gattopardo, si estende a Santa Margherita di
Belice nello splendido palazzo Filangeri Cutò,
dove trascorse l'infanzia e a Palma di
Montechiaro, feudo di famiglia. Tre luoghi che
sono insieme scenari delle pagine del suo
romanzo più famoso e importanti tessere della
intensa sensibilità dell'autore. Pubblicato nel
1958 dopo la sua morte, fonte d'ispirazione per
il film di Luchino Visconti, con Burt Lancaster,
Claudia Cardinale e Alain Delon, "Il Gattopardo"
narra la storia del principe di Salina e della
sua famiglia nella Sicilia dello sbarco dei
Mille all'alba della fine di un regime e
rappresentò un caso letterario clamoroso. Uomo
di grandi contraddizioni, aristocratico e
siciliano nel profondo, Tomasi sapeva però
essere spietatamente critico nei confronti della
sua terra e della classe sociale a cui
apparteneva. Il Parco è un'articolazione di
suggestioni e di luoghi. Come Palermo, fascinosa
ed enigmatica città che "il Gattopardo "descrive
in uno dei ricorrenti momenti di transizione e
di grandi cambiamenti che una magia tutta
siciliana riesce a riassorbire in immobilità.
Gli itinerari del Parco Letterario la percorrono
per gran parte del centro storico includendo la
residenza della famiglia Tomasi e villa
Boscogrande, set di alcune scene del film di
Visconti. La sede palermitana del Parco
Letterario è a ridosso della storica piazza
Marina, vicina al palazzo in cui Giuseppe Tomasi
di Lampedusa visse l'ultima parte della sua
vita.


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