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Nati per
difendere, oggi fortezze che conquistano
con la loro superba bellezza |
Fra torri ardite e
spettacolari saloni è difficile resistere al
fascino di un castello medievale. Provare quest'emozione
in Sicilia è facile. L'isola per la sua stessa
natura di baluardo tra l'Europa ed il
Mediterraneo, è da sempre terra di castelli per
definizione. Se ne contano circa 200 edificati
dagli Svevi e da famiglie nobiliari come i
Chiaramonte e i Ventimiglia.
Oggi molti tra quelli che secoli fa erano
fortezze inespugnabili hanno abbassato il loro
ponte levatoio e permettono al turista di fare
un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta di
un medioevo da favola.

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Castello
normanno di Erice
Se si vogliono rivivere i fasti del Medioevo
bisogna salire fin quasi a toccare le nuvole per
arrivare a Erice, antico borgo di origine
fenicia, dove tutto è rimasto come allora.
Considerata l'Assisi del Mezzogiorno, questa
città fortificata, situata in vetta al Monte S.
Giuliano di fronte al mare di Trapani, è
caratterizzata da un cinta muraria triangolare
che racchiude nel vertice sud il castello
risalente al XII-XIII sec. Sorge su un'area dove
in epoca romana c'era un tempio dedicato al
culto di Venere Ercina, dea dell'amore e della
fertilità. Qui in epoca normanna al posto del
tempio diroccato venne costruita una fortezza
cinta da possenti mura e protetta da torri più
avanzate, le Torri del Balio, un tempo collegate
al castello tramite ponte levatoio. Il carattere
difensivo del castello è ancora oggi
testimoniato dal "piombatoio" sito sopra il
portone d'ingresso, arricchito dallo stemma di
Carlo V di Spagna e da una bella bifora. Dal
belvedere lo sguardo spazia tutt'intorno
offrendo una superba vista che abbraccia Trapani
e le isole Egadi a ovest, le torri a nord, la
torretta Pepoli in basso, la Chiesa di
S.Giovanni, la costa con Bonagia, il monte
Cofano e, se c'è bel tempo, anche Ustica.

Torri del
Balio
Castello di Carini (Carini)
Un duplice omicidio che commosse l'opinione
pubblica dell'epoca e destò grande scandalo. La
vicenda raccontata attraverso un poemetto in
vernacolo siciliano, "L'amaro caso della
baronessa di Carini" , ha consegnato alla
leggenda popolare questo castello fondato
durante il regno di Ruggero II tra il 1075 e il
1090. In quelle stanze affacciate sull'omonimo
golfo il 4 dicembre del 1563 si consumò
l'eccidio di Laura Lanza e del suo amante
Ludovico Vernagallo per mano del marito e del
padre di lei, Don Cesare Lanza. Il castello fu
profondamente ristrutturato nei secoli,
soprattutto ad opera della famiglia dei
Grua-Talamanca. Al piano terra si trova il
Salone delle Derrate, trasformato
successivamente in biblioteca, dove si possono
ammirare due begli archi di pietra risalenti al
XV sec. sostenuti da un robusto pilastro. Al
piano superiore, entrando nel Salone delle Feste
anch'esso del XV sec., si resta affascinati dal
soffitto ligneo a cassettoni impreziosito da
motivi decorativi a stalattiti, tipici del
gotico catalano. Da qui si accede alla torre
quadrangolare ingentilita da una bifora e
coronata da mensole e decorazioni vegetali.

Castello di
Carini
Castello a Mare (Palermo)
Costruito dagli Arabi, rappresentava una
struttura fortificata ubicata all'interno del
circuito cittadino, una posizione che oggi
corrisponde all'area urbana più adiacente alle
banchine del porto. Si tratta di uno dei
complessi architettonici più antichi della
città. Residenza preferita da Federico II
durante i suoi soggiorni a Palermo, rivestì per
secoli la funzione principale di avamposto
fortificato a protezione delle zone portuali. Fu
successivamente sede del Tribunale
dell'Inquisizione e nell'800 prigione borbonica.
La sua area è costituita da due zone principali:
la torre mastra, circondata da una zona di
rispetto e un'ampia zona archeologica con un
insieme di edifici piuttosto eterogeneo.

Castello a
Mare - Palermo
Castello di Caccamo
Eretto nel periodo normanno arroccato su un
ripido sperone roccioso, quest'opera della
famiglia Chiaramonte è senz'altro uno dei
manieri feudali più importanti, suggestivi e
meglio conservati dell'isola, oltre ad essere il
più grande. Le vicende che lo hanno visto
protagonista, a partire dal 1094, costituiscono
un'intensa pagina di storia siciliana. Fu
infatti rifugio di Matteo Bonello e dei
congiurati della rivolta dei baroni del 1160-61,
confiscato dalla Corona, ampliato nel 1300 da
Manfredi I Chiaramonte, ulteriormente
fortificato alla fine del secolo da Giaimo de
Prades che fece edificare la Torre del Dammuso a
metà del prospetto sud e, infine, trasformato in
palazzo dagli Amato nel XVIII sec. Al suo
interno si distinguono, tra gli altri, i locali
delle scuderie, la sala del teatro, i vari corpi
di guardia, la cappella, la torre mastra, le
stanze della servitù, le prigioni con le pareti
piene di graffiti lasciati dai detenuti, la Sala
della Congiura e la notevole Sala delle Armi
arricchita da possenti armature. Dal terrazzo
occidentale, a strapiombo sulla vallata, si gode
un superbo panorama che comprende la Diga
Rosamarina e si estende fino alla Rocca Basumbra.

Castello di
Caccamo

Castello di
Caccamo

Castello di
Caccamo
Palazzo
Steri (Palermo)
Il palazzo venne costruito a partire dal 1307
dalla famiglia Chiaramonte, una delle più
facoltose e potenti del periodo aragonese, il
cui ultimo discendente, Andrea, fu giustiziato
il 1° giugno del 1392 proprio davanti
all'ingresso dell'edificio. Da allora divenne
noto come palazzo Steri, da Hosterium, ossia
dimora fortificata, caratteristica ravvisabile
nella forma squadrata e pulita. Lo Steri divenne
così la reggia di Martino I d'Aragona, di Bianca
di Navarra e poi residenza dei vicerè spagnoli.
Nel Seicento divenne sede del Tribunale
dell'Inquisizione, destinazione mantenuta fino
al 1782, anno d'abolizione in Sicilia di questa
triste istituzione. Ancora oggi nel Carcere dei
Penitenziari, una lunga sala raggiungibile dal
cortile interno, divisa da archi ogivali
sostenuti da possenti colonne, si possono
esaminare scritte, disegni e pitture delle
anonime vittime che subirono il processo e vi
furono imprigionate. Lo Steri conserva ancora la
sua primitiva struttura a tre piani con la
facciata arricchita da due ordini di trifore. Lo
stile gotico nelle linee essenziali ha
caratteristiche peculiari tali da essere
definito chiaramontano, ed è visibile in
parecchi edifici civili siciliani dello stesso
periodo. All'interno il grande Salone è famoso
per la bellezza del soffitto ligneo i cui
dipinti raffigurano storie bibliche e
cavalleresche risalenti agli ultimi anni del
'300.

Palazzo Steri
a Palermo
Castello di Castelbuono
La sua costruzione iniziò nel 1316 per volere
del conte Francesco I di Ventimiglia sui ruderi
dell'antico centro bizantino di Ypsigro, sito
sul colle S. Pietro; donde l'appellativo di
"Castello del buon aere", da cui deriva il nome
Castelbuono. Durante il XVII sec. furono
apportate radicali trasformazioni per esigenze
d'abilità, essendovisi trasferite alcune
famiglie dei Ventimiglia da Palermo. Il
castello, per la sua posizione geografica a
valle, non ebbe mai finalità strategiche.
Presenta caratteristiche arabo-normanno e sveve:
la forma a "cubo" richiama l'architettura araba,
le "torri quadrate", pur se incorporate a quelle
del prospetto, rispecchiano l'architettura
normanna come pure la merlatura, la "torre
cilindirca" esprime moduli d'architettura sveva.
Il palazzo si sviluppa su tre piani: il primo ad
uso della servitù con i servizi, il secondo per
i nobili con la sontuosa Cappella Palatina e il
terzo destinato alla corte e agli ospiti. La
Cappella Palatina fu realizzata nel 1683 dai
fratelli Giuseppe e Giacomo Serpotta con grande
profusione di marmi preziosi, stucchi, putti e
fregi che ricordano i momenti più fulgidi della
vita della grande casata. Qui un'urna che fa da
piedistallo al mezzobusto scultoreo d'argento
della patrona di Castelbuono, custodisce le
reliquie di S.Anna. Non mancano i classici
sotterranei con le segrete ed una galleria che
conduce alla Chiesa di S. Francesco.

Castelbuono -
Palermo
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